ROMA - «La notizia che ha fatto sensazione la settimana scorsa, è stata: l'America è cresciuta dello 0,6% nel primo trimestre. Quindi
non sarebbe in recessione. Ma non è vero per niente. L'America è in recessione, eccome». Nouriel Roubini, formazione intemazionale dalla Bocconi ad Harvard, già consulente della Casa Bianca e
dell' Fmi e oggi economista della New York University, nel ristretto campo dei guru di certificato prestigio detiene la palma del più pessimista. Ha lanciato l'allarme sul suo blog, e
l'abbiamo raggiunto al telefono per farci spiegare perché vede nero quando i mercati hanno ritrovato un miracoloso slancio proprio dopo la confortante notizia dall'America. «Basta andare a
guardare i dettagli, che sono tutti molto negativi e avrete la conferma che la recessione è in corso».
Quali sono questi dettagli?
«Il più importante risiede nel metodo di calcolo, che è fuorviante. E' stata sommta nel calcolare il Pil una gran quantità di beni sì
prodotti ma non venduti. Invece, soprattutto per un'economia come quella americana che si basa sui consumi domestici, si doveva vedere quanti beni fossero stati davvero venduti nel primo
trimestre. Sì a formato un colossale inventario pari ad uno 0,8% di crescita: se si fosse calcolato correttamente l'economia si sarebbe contratta dello 0,2%, altro che crescere dello
0,6».
Ma questo pasticcio succede ognì volta che si va a calcolare il Pil?
«Ogni tanto ci sono degli scostamenti, anche vistosi, e così si trasforma una situazione che nella realtà è negativa in una che sembra positiva. Non dico che i numeri vengano artefatti volontariamen te, però ci sono delle imperfezioni nella rilevazione trimestre per trimestre. Una società privata, la Macro Advisers, calcola mensilmente il Pii, e questo è negativo da febbraio»
E ora cosa succederà?
«Non sì può andare avanti all'infinito con questo giochetto. Nel secondo trimestre ci sarà una caduta del Pil, stavolta ufficiale. E
sarà un crollo pesante perché non solo i consumi restano fermi, ma i capannoni sono pieni di beni invenduti, dalle auto agli elettrodomestici, e le aziende dovranno ridurre la produzione e
licenziare dipendenti. Pagheremo il conto tutto insieme».
Proprio sull'occupazione venerdì è arrivato un dato positivo: 20 mila posti persi in aprile anziché gli 81 mila previsti...
«Non ci prendiamo in giro. Sono quattro mesi che l'occupazione scende. Cosa c'è di positivo? Lo stato di salute del economia non è dato solo dal Pil, ci sono tanti altri dati a partire appunto dall'occupazione per finire con gli indici sui beni durevoli, sugli investimenti delle imprese, sulle componenti dei consumi. Di tutti questi dati, i due terzi sono pesantemente negativi, a partire ovviamente dalla situazione del mercato immobiliare».
Che poi sarebbe dove tutto questo è partito. Nessun segno di recupero?
«La situazione continua a peggiorare. Qui almeno, pur con qualche ulteriore imperfezione metolodogica che porta a rilevare una realtà meno drammatica, i numeri del governo sono negativi. Gli investimenti nel settore, dalla costruzione di nuove case alla vendita di abitazioni, sono in caduta libera, con un -26,7% nel primo trimestre che si aggiunge al - 20 del quarto trimestre 2007 (quando il Pil invece cresceva solidamente) e al -15 del secondo».
Bisogna dire che il presidente Bush nel commentare i dati della settimana scorsa ha parlato di «situazione molto dura».
«Sì certo, l'amministrazione riconosce che gli elementi di debolezza sono tanti. Non potrebbe fare diversamente. A questo punto il dibattito in questo paese è su quale sarà la "lettera" della recessione».
Lettera?
«Gli economisti sono incerti se la recessione assomigli ad una V, sia cioè breve e seguita da un rapido ritorno alla crescita, oppure ad una U, in cui l'iniziale ribasso è seguito da un periodo protratto di bassa crescita e quindi da un lento ritorno a livelli accettabili, oppure ancora ad una W, con un double dip, una doppia caduta dopo un periodo di apparente calma dovuto alle misure di agevolazione fiscale in corso. O infine ad una L, come in Giappo ne: a un crollo dello sviluppo segue un periodo lunghissimo di stagnazione».
E lei è per l'ipotesi peggiore?
«No, però mentre la maggiorparte dei pareri è per una recessione breve, io credo che durerà non meno di 18 mesi a partire dall' iniziodel 2008. Diciamo che sono della scuola della 'U' ma con molte incertezze sulla profondità della crisi perché i fattori di debolezza sono tanti. Sarà una delle recessioni più violente da diversi decenni a questa parte, molto peggio di quelle del 1990-91 e del 2001».
Il suo "vicino dì università" Joseph Stiglitz della Columbìa propone che sì crei un'authority sui mutui e venga rafforzata la Fed. A proposito di Fed, fa bene ad abbassare così tanto i tassi?
«Sui tassi laFed non sta sbagliando: non si deve mortificare l'economia per paura di fare un favore alla finanza. Ora che ha abbassato i tassi fino al 2% prenderà un momento di respiro, ma poi riprenderà ad abbassarli nella seconda metà dell'anno per la pesantezza della recessione».
...there's an interesting debate going on about the "housing recession" and its side-effects tied to "everyday" consumer goods i.e. e.g. coffee sales at Starbucks, Laser eye surgeries, Amazon, Motorola etc. etc.
Pancho on the other side, he preferes focusing his attention mainly on a rather different chart (as an indicator) to get an idea/opinion of the state?/shape of the US economy or of what really? is in fact going on...(see below)
(Got some thoughts...?)
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Banks facing Liquidity probs. Ratio ---------------------------------------- = ∞ ? Banks facing Solvency probs. |






