par Pancho Villa
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Histoire - Economique?
...qualche brevissimi pensieri da parte di P.-V....
'...E i governi erano pronti ad esaudire tale richiesta. La bruciante sconfitta nella seconda guerra mondiale mette in crisi il modello economico francese. Posto di fronte alla scelta tra il completamento di un sistema economico veramente liberale, cioè liberando la concorrenza nei mercati, e l’abbandono di un sistema di scarso intervento statale nell’economia, De Gaulle non ha esitazioni e sceglie la seconda strada. Viene introdotta un’autorità per la pianificazione economica (...che fu in qualche maniera una 'ricalacata' dal sistema communista, eh si, gli comunisti erano ancora presente e in quel tempo non si sapeva ancora bene ?(... a parte forse Guareschi...) quale sistema era il piu produttivo...guardare i dati dei PIL durante la guerra (propagandistica...) fredda...) anche per mostrare agli Stati Uniti, i cui prestiti erano fondamentali per l’economia francese (... pero molto meno importanti (prestiti) comparandoli a quelli avuti dall'Italia o Germania, i Francesi non volevano diventare "il succube" degli americani (vedere poi la NATO)) , un disegno credibile di ricostruzione. Nelle intenzioni di De Gaulle questa centralizzazione delle decisioni economiche dovrebbe essere solo temporanea, limitata all’emergenza del dopoguerra. (beh, lo Stato francese e sempre stato diretto da "Parigi", quello che poi e cambiato un po?, e la vista sull economia da parte deiFrancesi...pero anche li, c'e ancora moltissimo da fare...e P.-V. non e l'unico a pensare cio...) Ma le cose non vanno come auspicato dal Generale per due ragioni. La prima è che la Francia vive quasi trenta anni di prosperità economica, con tassi di crescita molto elevati. (molto elevati? con un pizzico di propaganda, no?) La seconda è che l’alta burocrazia (i.e. politica) francese, una volta ottenute le chiavi del potere economico, non ha alcuna intenzione di privarsene. Nella memoria dei francesi il lungo periodo di prosperità (i francesi usano l’espressione “les Trente Glorieuses” per indicare il periodo 1945-1975) viene legato al dirigismo economico. (che in se non e vero perche il successo delle 'Trente Glorieuses' si deve attribuirlo alla creazione ed anzitutto integrazione alla CEE, un mercato 'chiuso = endogeno + isolato' non potra mai essere, in ogni caso e dando peso a tal periodo..., produttivo a tal livello...) Prova ne è che la reazione della società francese alla crisi economica della fine degli anni ’70 è l’elezione di Mitterand, il cui programma prevedeva la nazionalizzazione delle banche e dei principali gruppi industriali. (che fu una vera catastrofe con in primo piano la fuga dei capitali...da parte di 'certe' (nondico di tutte...!) famiglie fortunate...e poi del capitale che veniva dal estero...) L’avversione al mercato dei francesi sarebbe dunque un “regalo avvelenato” (un cadeau empoisonné) dei 30 anni di gloria del dirigismo economico. La seconda spiegazione si basa invece su aspetti più legati all’attualità. La chiave interpretativa individuata dagli autori si basa sul sistema pensionistico francese che è basato sul sistema del pay as you go, cioè in cui i giovani pagano le pensioni dei vecchi. La crisi di tale sistema crea una forte incertezza nelle generazioni più giovani -che sono oggi attive nel mercato del lavoro- riguardo i loro redditi futuri. (il 'dirigismo', che quando e piu centrallizzato e piu facile da gestire..., ha come conseguenza una specie di 'nepotismo'...politico. I giovani in Francia, e non solo in Francia, hanno moltissimi problemi per trovare un posto di lavoro per via di 1.strutture politiche e sociali francesi (hierarchia piramidale e non piatta...) e poi il grado di apertura del economia francese...cioe 'Spalancate voi le porte pero noi, le apriremmo man mano un poco alla volta...) Dovendo già fronteggiare questo tipo di incertezza, i lavoratori francesi preferiscono investire la loro ricchezza in attività a basso rischio (la febbre del mattone è forte anche in Francia). Pochi francesi investono in azioni (non solo i francesi ma anche i italiani, tedeschi, belgi, etc. etc.) e, come risultato, le grandi imprese francesi si finanziano in modo significativo nei mercati finanziari internazionali. Gli obiettivi di famiglie e imprese sono quindi divaricati: alle famiglie interessa più la stabilità (P.-V. non direbbe la stabilita ma piuttosto il controllo...) delle imprese che la loro crescita. Di fronte a OPA di imprese straniere la reazione dei francesi è quella di pensare che esse andranno a beneficiare gli azionisti stranieri e a danneggiare i lavoratori francesi. (dove hanno anche in un certo senso ragione...) I governi francesi, sensibili ai desideri dell’elettorato si adeguano e difendono i campioni nazionali da “attacchi” esterni. (dipendendo sempre dall fatto di chi e la pecora e chi la volpe...) Quali soluzioni propongono gli autori per uscire da questa impasse? La loro ricetta è quella di un passaggio ad un sistema pensionistico a capitalizzazione, associato alla creazione di fondi pensione che dovrebbero investire i soldi dei lavoratori (anche) in azioni francesi. (che a P.-V. non sembra essere una buon idea. Il problema essendo sempre il fatto che l'investitore deve mantenere una promessa di redditto (contratto) di p.es. X%. Lui pero, non vorra mai far correspondere il rischio al reddito, e quindi, sia per la propria tasca, o per la sua societa, provera di raggiungere una percentualita de redditto piu alta di quella che e stata pre-stabilita. Se ce la fa, meglio per lui e per i pensionati che hanno partecipato a quel fondo. Se non ce la fa...chi se ne frega visto che allora e lo Stato che deve, in ogni caso 'subvenire' al pagamento delle pensioni salvo se i pensionati prendono su di loro la responsabilita di voler investire i soldi a propria responsabilita e dunque mettere fuori gioco la partecipazione dello stato...) In questo modo i lavoratori diventerebbero anche piccoli azionisti e sarebbero più in linea con gli obiettivi delle imprese. Si tratta, in altre parole, di creare una ownership society, sulle orme dell’esperienza thathceriana. (P.-V. e ancora assai giovane (30) e nella ownerchip society (senza avere il proprio controllo degli soldi...) non ci crede molto...sono troppe le cose che potranno accadere entro i prossimi 40 anni...?) Il libro ci fornisce una chiave interpretativa per le prossime elezioni presidenziali francesi. (Almeno) uno dei due autori è consulente di Sarkozy. La scommessa di Sarkozy, come mostra anche il suo recente incontro con Blair, è quella di indicare nella Gran Bretagna un modello da seguire anche per i francesi. Un’economia più liberale, più orientata al mercato, meno dirigista, come invocato nel libro. Una scommessa rischiosa, che può regalare alcuni elettori di moderati al Front National. Da parte di Ségolène c’è invece una maggiore ambiguità sui temi economici, probabilmente una certa cautela a staccarsi dal modello economico francese attuale. A maggio vedremo chi avrà avuto ragione. |
par Pancho Villa
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'Seine Lehre von der Zivilisation und der Kultur (ilm al-umran) علم العمران / ʿilmu ʾl-ʿumrān umfasst ausführliche Diskussionen des Verhältnisses von ländlich (?)-beduinischem und städtisch (?)-sesshaftem Leben, das einen für ihn zentralen sozialen Konflikt liefert. In diesem Zusammenhang und mit Hilfe des Konzepts der asabiyya erklärt er sowohl in der islamischen als auch in der nicht-islamischen Geschichte den Aufstieg und Fall von Zivilisationen, wobei auch die Religion und der Glaube die Wirkung der asabiyya ergänzen und flankieren kann, wie zum Beispiel während der Herrschaft der Kalifen. Die Beduinen als Bewohner der ländlichen Regionen haben eine starke asabiyya und sind fester im Glauben, während die Bewohner der Städte im Verlauf mehrerer Generationen immer dekadenter und korrupter werden, ihre asabiyya also an Kraft verliert. Nach einer Spanne von mehreren Generationen ist die auf der asabiyya gründende Macht der städtischen Dynastie derart geschrumpft, dass sie Opfer eines aggressiven Stammes vom Land und mit starker asabiyya wird, der nach Eroberung und teilweiser Zerstörung der Städte eine neue Dynastie stellt.' |
'So mancher Leser mag sich fragen: schön und gut, aber was hat diese Theorie heute noch für eine Bedeutung? Zuerst einmal kann man feststellen, daß es auch heute noch Nomaden und Stadtbewohner gibt. Viele sog. traditionale, nicht-staatliche Gesellschaften sind in den letzten Jahrzehnten immensen Veränderungen unterworfen worden. Sie sind einem extremen „Anpassungsdruck" ausgesetzt. Das kann zu Konflikten führen, wie z.B. die Tuaregaufstände in Mali oder Niger in den 90er Jahren gezeigt haben. Ibn Khalduns Modell kann hier einen Erklärungsansatz liefern. Wichtig ist jedoch auch, dass sich viele Wissenschaftler mit dem Modell von Ibn Khaldun auf theoretischer Ebene beschäftigt haben. Als Beispiel soll der britische Ethnologe Ernest Gellner genannt werden. Er hat festgestellt, dass mit dem Eintritt der Moderne die bisherige Struktur sich auflöst14. Er schreibt: „Aber die neue Situation bewirkt noch mehr als dies. Sie verschiebt das Gleichgewicht im ganzen zugunsten der städtischen Lebensformen im Gegensatz zu den stammesförmigen"15. Deshalb ist der Gemeinsinn (asabiya) schwächer geworden. Die städtische Lebensform ist anfälliger für äußere Einflüsse, seien sie materieller oder geistiger Natur. Ein wachsender westlicher Einfluss dringt infolge des Kolonialismus in die muslimische Welt.' |
'Luxus und Materialismus wurden bereits von Ibn Khaldun genannt, als eine mögliche Schwächung einer Herrschaftsdynastie. Der Materialismus ist demnach eine direkte Folge für die Schwäche der asabiya.' |
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'...If consumers believe the CB will keep inflation low, then they will not react to temporary shocks (such as high oil prices) by demanding higher wages. ...' |
'...The doubters argued that workers would demand higher wages to protect themselves against the rise in inflation. ...' (Uhm...!) |
| The largest sector in the United States economy is services, which employs roughly three quarters of the work force. |
'Le Maillon Faible' (special edition)... N'est-ce pas, a la fin, un combat perdu d'avance pour les 'workers' (i.e. definition sous b) aux E.-U.? L'inflation (toujours aux E.-U.), depend donc, logiquement, et avant tout de la dynamique qui existe dans le secteur tertiaire (i.e. services)... Quelles seraient les consequences, si, une crise majeure globale devait faire son apparition, aux E.-U. (tout comme en GB d'ailleurs...) vu que les E.-U. et la G.B. n'ont pas (plus) ce 'gilet de sauvetage' que pourrait etre? le 'secteur secondaire'... P.-V. ne se semblerait-il pas de plus en plus 'confirme'...en re-affirmant ceci...? ...et de vouloir affirmer que ceci est ... (...en se qui concerne l'aspect 'maquereau-maquereau-economique' i.e. p.ex. montee en force de synonymes tels que: 'supply-siders, demand-siders, producteurs, consommateurs, etc. etc. etc'.)... ...ca... ....pour expliquer la 'Phillips-curve' actuelle...? |
par Pancho Villa
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Ras-le-bol de P.-V. au sujet de la politique europeenne...
En tous les cas que '2' couleurs...(Mer.., c'est quand meme pas si difficile!) |
(plus cela devient complexe, plus ceci comptera...)
...Vive le proverbe :
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"Wir haben die Liberalisierung akzeptiert, die uns der Westen jahrelang gepredigt hat. Jetzt ist es an der Zeit, dass er das auch selbst tut." Narayana Murthy |
P.-V. dit: "Mais, mais, mais..." "La Compagnia delle Indie Orientali Di questa situazione politica approfittarono i governi europei. Il commercio delle spezie aveva fatto crescere l'importanza economica dell'India fin dal XVI secolo. Al dominio dei portoghesi e poi degli olandesi era subentrato quello dei francesi e degli inglesi, che avevano fondato importanti basi commerciali nel subcontinente indiano. La vittoria dell'Inghilterra sulla Francia assicurò nel 1757 il controllo del Bengala e del Deccan alla Compagnia delle Indie Orientali. La politica della compagnia mirò in seguito al consolidamento e all'estensione di queste acquisizioni. Nel 1773 la Compagnia passò sotto il controllo del governo britannico. La realizzazione della politica britannica in India fu facilitata dal declino ormai irreversibile dell'impero Moghul. Il ricorso alla forza militare (unito alla corruzione dei governanti locali) fu il principale strumento di colonizzazione dell'India. La mancanza di unità fra i diversi regni e principati indiani favorì l'affermarsi del predominio britannico sull'intero subcontinente e sulle regioni confinanti, in particolare la Birmania (l'attuale Myanmar). Non mancarono tuttavia episodi di resistenza, il più importante dei quali fu la guerra combattuta dai sikh (1845-1849) e terminata con l'annessione del Punjab da parte del governo britannico. L'unico tentativo di alleanza fra i centri del potere indiano fu quello capeggiato dai Marathi e annullato dall'accordo di Salbai (1782). Dopo il Punjab vennero annessi i regni di Satara, Jaipur, Sambalpur, Jhansi e Nagpur, a opera del governatore James Ramsay, decimo conte di Dalhousie." |
par Pancho Villa
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Ceci est une très belle toile dont les toutes premières esquisses ont été dessinées il y a environ 600 années. Mais comme beaucoup de toiles qui ont dû supporter les méfaits (vertus) du temps, cette toile formidable n'a pas été épargnée et donc a fini par se fâner.C'est pour cela que Pancho Villa, en tant que restaurateur-'hobbiste' de vieilles toiles a décidé de la restaurer un petit peu (mais vraiment un tout petit peu et comme d'hab. spontanémment) pour montrer et démontrer à travers l'addition de 2 nouvelles couleurs quelle beauté cette toile (qui se trouve dans un cadre bien défini et en chêne massif => i.e. économie fermée) a en fait hébergé pendant tant de siècles...

Avec donc:
│∆ A│ = f(∆ R) et avec R = max si │∆ A│= 0
Hasta mañana, Pancho Villa
par Pancho Villa
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